L’Adriatico di Riccione

Il mare che ti sorprende ancora

Riccione, 30 giugno 2020

 

 

 

Avete notato com’è limpido il mare di Riccione in questi giorni? I pesci guizzano verso riva, quasi a voler giocare con i bambini, l’acqua regala sfumature intense di verde e azzurro. E’ una gioia per gli occhi, uno scrigno segreto che invita a svelarsi in tutte le sue meraviglie, laggiù dove i suoi colori si confondono con il cielo. Perché c’è qualcosa di più. Al riparo da occhi indiscreti, a poche centinaia di metri dalla spiaggia brulicante di turisti. Non tutti sanno, infatti, che il mare di Riccione, questo tratto di costa adriatica bassa e sabbiosa, nasconde un tesoro, un po' più al largo.

 

 

 

Una barriera soffolta costruita dall’uomo, sacchi riempiti di sabbia disposti parallelamente alla riva per contrastare l’erosione della costa prodotta dai movimenti marini. Dove qualcosa di speciale è accaduto negli anni, oltre al fatto che questa costruzione è riuscita a contrastare il fenomeno erosivo nel rispetto dell’ambiente naturale. La barriera soffolta ha cambiato volto, quella fredda struttura è diventata leggera e fluttuante con le alghe rigogliose che danzano al ritmo delle correnti marine, la colonia variegata di pesci e molluschi che l’ha scelta come dimora per cibarsi e deporre le uova, diventando un’oasi marina unica nel suo genere, sia perché ospita le specie tipiche del mare Adriatico, sia perché attira anche qualche specie più rara per questo tratto di costa.

 

 

 

Nel 2011 la Cooperativa Bagnini di Riccione promuove e finanzia una campagna di monitoraggio della barriera soffolta. A seguito della scoperta di questo prezioso ecosistema, nasce Blennius, con lo scopo di conservare e proteggere l’oasi marina che vi si è colonizzata nel tempo. L’associazione è dedita alla salvaguardia dell’ambiente marino e del territorio costiero, promuove iniziative volte a far conoscere i tesori del mare, a tutelare e a monitorare la costa e la fauna marina, collaborando con enti pubblici e privati.

 

 

 

La tutela dell’ecosistema marino porta anche il nome di Fondazione Cetacea, l’organizzazione attiva dal 1988, a tutti nota per il centro di recupero delle tartarughe marine, che offre soccorso agli animali in difficoltà, tra cui anche cetacei, avvalendosi del prezioso contributo di biologi, veterinari, naturalisti e volontari. La fondazione partecipa a progetti europei con azioni collettive, volti a migliorare lo stato di conservazione delle popolazioni di tartarughe marine, promuove attività di divulgazione e studio sulla salute del mare Adriatico, è aperta al pubblico per mostrare le proprie attività.

L’Adriatico di Riccione è una mare speciale che si offre in tutta la sua meraviglia. E che comprende la passione e la dedizione unica di quelle persone che con la loro opera tutelano e preservano tutta la sua infinita bellezza.

 

 

 

Sito web Blennius

 

Sito web Fondazione Cetacea

 

Photo credits: Renato Santi, Blennius

 

 

 

10 cose da sapere su Riccione - seconda parte

A spasso nel verde urbano

Riccione, 8 giugno 2020

 

Perchè Riccione è conosciuta come la “Perla verde dell’Adriatico”?

 

La città si è sempre distinta per il verde urbano dal quale deriva il nome di “Perla verde dell’Adriatico” ed è nota per le sue caratteristiche di località elegante e attenta alla qualità della vita e al benessere dei suoi cittadini e dei suoi ospiti. Le aree pedonabili, le piste ciclabili, un lungomare che ha eliminato le auto dal waterfront scegliendo di dare la precedenza ai pedoni e alle bici, con aree dedicate alla sosta e al passeggio, ma anche al fitness, grazie ad una pista ciclabile che lo accompagna per tutta la sua lunghezza. Nell'area del centro, in particolare fra viale Ceccarini e viale Battisti, si apprezzano pregiati esempi di architettura balneare riferibili al periodo fra fine ‘800 e inizi ‘900, che in vario modo riprendono le suggestioni dell’art nouveau, circondati da spazi verdi ben curati e accuratamente studiati. Sono preziose testimonianze dello stile di vita e di vacanza dell'epoca, che hanno contribuito a valorizzare il titolo che le è sempre stato riconosciuto, di “città-giardino” e di “Perla Verde”.

 

 

Sapete quando Riccione diventa la “città delle vacanze”? 

 

Verso la fine dell’800 ha inizio il turismo balneare a Riccione. Numerose famiglie dell’alta borghesia e della media aristocrazia di varie parti d’Italia scelgono la Perla Verde per i loro soggiorni estivi e vi trovano l’ambiente adatto e la disponibilità di terreni edificabili per costruire le loro case di vacanza. A partire dal secondo decennio del ‘900, Riccione diviene in breve tempo una delle principali stazioni balneari europee. La cittadina si popola in breve tempo di eleganti villini e di alberghi. I ricchi turisti portano con sé i divertimenti tipici dell’alta società: balli, eleganti spettacoli teatrali, eventi sportivi come gare di barche a vela, tennis, sci d’acqua… follie di spiaggia e animazione notturna. Riccione in quegli anni è luogo di svago elegante, di ozi leggeri, di mondanità internazionale. 

 

Sapete che anche in zona mare c’è un parco?

 

Il parco comunale Giovanni Paolo II, all’angolo tra viale Ceccarini alta e viale delle Magnoglie, si trova a pochi passi dalla zona mare. Forma un ampio spazio verde, che comprende il giardino di Villa Lodi Fè e altri giardini ricchi di alberature sempreverdi, che un tempo appartenevano ad alcune residenze confinanti. Nella porzione non recintata del parco si trova una grande statua raffigurante San Giovanni Paolo II, opera della scultrice milanese Elena Ortica. La scultura, realizzata in bronzo, ha sostituito dal 2012, quella in pietra bianca creata dall’artista qualche anno prima e irreparabilmente danneggiata da vandali. Varcando il grande cancello che affaccia sul viale delle Magnolie, si percorre un breve vialetto che conduce a uno spazio dominato al centro da una fontanella artistica con tre vasche sovrapposte; si risale poi fino alla scalinata di Villa Lodi Fè. 

 

 

Lo sapevate che le terme di Riccione risalgono all’epoca romana?

 

Affacciate sul mare, le terme di Riccione invitano turisti e residenti a rilassarsi e a curarsi con la preziosa acqua termale – sulfurea, salso, bromo, iodica e magnesiaca – un magico dono della natura che giunge al mare dagli Appennini, dopo essere penetrata nel suolo, arricchendosi di elementi e scivolando fino a 1.500 metri di profondità, dove la terra la riscalda e la spinge in superficie. Sembra che le proprietà di queste acque fossero già note nel 62 a.C., quando i soldati romani portavano i loro cavalli a camminare nel fango per curare i dolori alle zampe e pare che anche l’Imperatore Diocleziano (247- 316 d.C.) trasse beneficio dalle fonti di Riccione. Nel 1657, la Regina Cristina di Svezia si fermò a Riccione durante il suo viaggio verso Roma per il giubileo e apprezzò le proprietà benefiche di queste acque termali.

 

Conoscete la storia della Saviolina?

 

Icona del porto di Riccione è la Saviolina: lancione storico dalle caratteristiche vele colorate, protagonista di racconti e saghe tipicamente riccionesi. È il più illustre testimone delle antiche tradizioni marinare locali: di quella pesca del pesce azzurro caratteristica delle nostre zone. L’imbarcazione varata nel 1928 col nome "Nino Bixio", diventa “la Saviolina” a fine anni ‘50, quando Severo Savioli l’acquista, trasformandola in imbarcazione da diporto a disposizione degli ospiti dell’Hotel Savioli Spiaggia. Ospita, fra gli altri, personaggi famosi: da stelle del calcio come Pelé, a star del cinema come Gina Lollobrigida e Anita Ekberg. Nel 1994 la famiglia Savioli la cede al Comune di Riccione che ne affida la gestione al Club Nautico. Nel 1998 la Saviolina è stata dichiarata bene di interesse storico con Decreto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Nel 2019 ha partecipato alla Barcolana di Trieste, prestigiosa regata velica tra le più importanti al mondo.

 

Photo credits:

Immagine storica della spiaggia di Riccione, archivio Luciano Luzzi

 

10 cose da sapere su Riccione - prima parte

Passeggiare curiosi in città

Riccione, 4 giugno 2020

 

Qual è l’origine del nome Riccione?

 

Il nome ha origini antiche e controverse. Se ne fa menzione, nella sua forma arcaica, nel Codex traditionum Ecclesiae Ravennatis, comunemente denominato Codice Bavaro, antico manoscritto del IX secolo che si conserva presso la Biblioteca di Stato di Monaco di Baviera. Una delle possibili interpretazioni del nome rimanda al termine greco “archeion”, che si riferisce ad una pianta, la lappa, presumibilmente diffusa, all’epoca, sul litorale riccionese e che cresce ancora oggi spontanea in alcune zone di spiaggia non occupate dagli stabilimenti balneari.

 

 

 

Lo sapevate che a Riccione c’è un castello?

 

Anche Riccione ha il suo castello: il Castello degli Agolanti. Posizionato sulla piccola collina alle spalle della statale Adriatica, la sua edificazione risale al XIII secolo. Gli Agolanti erano una nobile famiglia fiorentina in esilio e costruirono una fortezza, presumibilmente circondata da fossati e mura merlate. Nel corso dei secoli il castello perse la sua connotazione difensiva e si caratterizzò come sede abitativa e luogo di rappresentanza. Nella metà del XVII secolo, ebbe come ospite la regina Cristina di Svezia che vi fece sosta durante il suo viaggio verso Roma per il Giubileo dell’anno 1657. Grazie alla sua posizione strategica, nel 1743 fu trasformato in quartier generale dell'esercito austriaco. Nel 1786 il terremoto lo distrusse in gran parte e fu successivamente adibito a casa colonica; rimase tale fino a quando, nel 1982, fu ceduto all'Amministrazione comunale di Riccione. Oggi il Castello degli Agolanti, dopo un importante intervento di recupero conservativo, viene utilizzato come luogo di eventi, esposizioni e per la celebrazione di matrimoni con rito civile.

 

Perché il viale dello shopping si chiama Ceccarini?

 

Fino al 1912 il viale principale della città, consacrato nell’immaginario collettivo come viale alla moda e dello shopping, era un vialetto polveroso che collegava il paese al mare e si chiamava la “Viola”. Nel 1912 gli fu assegnato il nome attuale, in onore della benefattrice della città, Maria Boorman Ceccarini. I coniugi Ceccarini, vissuti nell’800, erano molto amati dalla popolazione riccionese in quanto persone cordiali e capaci di gesti di grande solidarietà. Giovanni era un brillante medico e conobbe la moglie Maria negli Stati Uniti. Dopo la morte del marito, avvenuta nel 1888, la Boorman continuò con le opere di bene per la città, occupandosi della mensa per i poveri nella propria casa, dell’illuminazione pubblica e delle strade. Nel 1892, fece costruire l’ospedale Ceccarini in memoria di Giovanni, per accogliere gratuitamente i poveri e realizzare una serie di iniziative socio-assistenziali.

 

 

 

Lo sapevate che il Palazzo del Turismo di Riccione è stata una delle prime strutture di promozione turistica in Italia?

 

A pochi passi da viale Ceccarini, affacciato su viale Dante, si trova un edificio molto importante per la storia della città, il Palazzo del Turismo. Inaugurato nel 1938, fu realizzato su progetto di Gogliardo Ossani e vanta il primato di essere la prima struttura sull'Adriatico realizzata per la promozione turistica e l'intrattenimento. La sua fisionomia è inconfondibile, così lineare e massiccia, l’edificio si erge sul piazzale Ceccarini circondato da alti pini e alberghi, è completamente rivestito in pietra di travertino bianco. Nel corso degli anni, ha subito ampliamenti e ristrutturazioni interne. Oggi è sede degli uffici comunali e dei servizi turistici, ospita nelle sue ampie sale convegni, mostre ed eventi.

 

Che cosa ricorda il nuotatore della fontana posta davanti al Palazzo del Turismo?

 

Sulla piazza antistante il Palazzo del Turismo si trova la bella Fontana del Nuotatore, spesso immortalata negli scatti dei turisti a ricordo delle loro vacanze a Riccione. La fontana fu donata nel 1958 dalla famiglia milanese Manicone, trasferitasi a Riccione durante la II Guerra Mondiale, in memoria del figlio scomparso prematuramente in un incidente motociclistico. A ricordo del giovane fu organizzata la prestigiosa "Maratona Adriatica di Nuoto" che si svolse dal 1954 al 1974, alla quale partecipavano i migliori nuotatori e primatisti europei. La fontana, che ne riproduce il prestigioso trofeo, è opera dell'architetto Elio Monesi e dello scultore Remo Braschi.

 

 

 

Downtown

Una passeggiata emozionale a Riccione

Riccione, 25 maggio 2020

 

 

 

 

Incontriamo Francesco Rigoni, architetto specializzato nel settore dell’interior design, con la passione per le arti visive, lo spettacolo e la scrittura. La cura e la creatività del suo profilo Instagram lo hanno portato a diventare anche micro influencer nel territorio. Collabora come autore per il magazine on-line Everydaylife, nella sezione dedicata alla città di Riccione.

 

Di te ci ha colpito questo tuo apparente girovagare per la città, forse da flâneur, ma con l’occhio attento dell’architetto che non si ferma per caso, attratto da uno scorcio, da una costruzione che può narrare una storia. Ma chi sei tu? Raccontacelo in breve.

 

Il girovagare fa parte del mio modo di approcciarmi alle cose, lo faccio sempre, con le gambe e con i pensieri. Devo ancora capire chi sono. Posso dire con certezza di fare l’architetto e di lavorare nel tempo libero e nelle pause pranzo come blogger e micro influencer. Ho sempre avuto una spiccata creatività, sin da bambino. Disegnavo fumetti, coloravo le porte di casa, recitavo, giravo filmati e li montavo, sognando di diventare il nuovo Fellini. Oggi mi rendo conto che tutte queste passioni avevano qualcosa in comune: l’esigenza di raccontare. Mi piace fare l’architetto anche per questo motivo. Quando “fai case” in qualche modo racconti la storia di chi le abita.

 

 

 

Ogni città ha una sua atmosfera. Qual è, secondo te, l’atmosfera di Riccione?

 

L’atmosfera di Riccione è quella di un sogno. La pace, la serenità di un lungo sonno senza sveglia, la domenica mattina. I colori sono l’oro della sabbia bagnata dalla luce calda di un pomeriggio d’estate, il profumo è quello del mare. C’è qualcosa che sospende il tempo e dilata lo spazio a Riccione. In questo non-luogo trovano posto tutti i ricordi, le nostalgie dei tempi felici ma anche l’attesa e l’eccitazione di uno spettacolo che sta per cominciare. Percepisco sempre un sentore di vacanza qua, anche quando sono oberato di lavoro.

 

 

Il tuo sguardo abbraccia il passato e il presente della nostra città. Coglie consonanze e dissonanze. Sai immergerti nel particolare, il più delle volte insolito, per poterlo narrare e farlo vivere. Ci puoi raccontare come nascono le tue narrazioni fatte di parole e immagini?

 

Aguzzando lo sguardo riesco a sollevare i veli che nascondono il cuore delle cose. Come un luogo, anche l’animo umano presenta le stratificazioni del tempo. Gli strumenti principali per indagarle sono la macchina fotografica e il registratore audio che ho nel telefono. Nonostante il grande insegnamento del maestro di architettura Mies van der Rohe “Less is More”, quando scatto una foto non riesco ad essere minimalista. Tendo a mettere più elementi per raccontare il più possibile, tanto che quasi non serve una didascalia. Tengo aperte tante finestre sul mio desktop: pagine web, foto, appunti, video, le registrazioni delle interviste… Tutti questi strumenti servono per ricostruire l’atmosfera e sintetizzarla in un articolo. Scrittura e immagine dipendono sempre l’una dall’altra.

 

 

Ci puoi parlare della rivista con cui collabori?

 

Collaboro con Everydaylife da ormai cinque anni. E' un magazine online che vuole rendere straordinario l’ordinario. Potremmo definirla "una guida non convenzionale sulle città italiane", affidata ad autori locali e lontana dagli stereotipi e dalle pubblicazioni turistiche che siamo abituati a trovare sugli scaffali delle librerie. Il racconto della vita di tutti i giorni si declina in Food, Lifestyle, Sport, Arte, Musica, Cinema… Leggere Everydaylife fa venire voglia di rivalutare la propria città ma anche di andare alla scoperta di altre realtà cittadine.

 

 

 

Possiamo parlare di qualche tuo “posto del cuore” a Riccione?

 

Più che un luogo specifico, vorrei riportare una suggestione ai lettori. Immagina un tramonto d'estate, con le barche in lontananza che rientrano a casa dalla pesca. Il profumo del mare si mescola a quello inebriante del pesce grigliato sui “foconi”. Cenare in uno dei tanti ristoranti del molo o in quelli della spiaggia, dove puoi addirittura giocare con i piedi direttamente sulla sabbia fresca penso sia un'esperienza impagabile. L'atmosfera è nostalgica ed orchestrata alla perfezione da camerieri cerimoniosi, impeccabili nelle loro camicie azzurre. Che pace, me lo immagino così il paradiso.

 

 

 

Ricostruendo luoghi e storie, in una visione globale, come immagineresti il sogno di una città?

 

Conoscendo tante storie, è come se avessi moltiplicato i punti di vista. Mettendo in gioco le parole di altri, non ti limiti a guardare la superficie delle cose ma cogli la profondità delle esperienze e comprendi meglio anche la tua umanità. Me lo immagino così allora il sogno di una città. Uno spazio armonico, ampio ma non dispersivo. A misura d’uomo e senza barriere. Al centro una piazza brulicante nel giorno di mercato. C’è la leggerezza dello stare insieme, ma c’è anche lo spazio per accogliere l’ignoto, l’inatteso. La città forse è un’isola in mezzo al mare, dove lo sguardo si perde all’orizzonte. Come quando passeggi sulla spiaggia di Riccione… Vi avevo detto che l’atmosfera è quella di un sogno no?

 

 

 

Everydaylife - Francesco Rigoni

 

Credits: © Francesco Rigoni

 

 

 

Postiamo Riccione

Cartoline da gustare

Riccione, 19 maggio 2020

 

 

 

La pagina Facebook “Postiamo Riccione” nasce nel 2017 per valorizzare le eccellenze dell’attività imprenditoriale riccionese, dal cibo al divertimento, passando per le esperienze e le attività che si possono svolgere in ogni stagione. “Postiamo Riccione” pone in risalto sia le realtà locali sia gli angoli della città meno conosciuti, grazie alle fotografie scattate da chi, Riccione, la vive con il cuore. Oggi “Postiamo Riccione”, che vive anche su Instagram, cresce grazie ai contenuti e alle fotografie che i follower possono postare, per dar voce e condividere una passione comune, quella di una città che parla della sua identità. Intervistiamo il suo ideatore, per guardare Riccione con i suoi occhi. 

 

 

 

“Postiamo Riccione” è sicuramente un nome scelto non a caso che suggerisce emozioni. Cosa cercano i follower in questa pagina Facebook?

 

I social media sono in grado di influenzare le scelte di viaggio di una persona, oltre che incidere sulle attività da svolgere durante il soggiorno. Ciò che emerge da questo fenomeno è l’importanza data all’approccio partecipativo collegato alla condivisione di esperienze di viaggio. Sono fermamente convinto che la fortuna della Romagna, Riccione in particolare, sia dovuta ai talenti imprenditoriali e al lifestyle che l’ha sempre contraddistinta. Da questa premessa nasce "Postiamo": un progetto social che ha l’obiettivo di valorizzare ogni tipo di attività locale attraverso gli occhi degli utenti che visitano occasionalmente o costantemente il territorio.

 

 

Quale fotografia potrebbe interpretare la Riccione di questo particolare periodo, e perché?

 

Domanda molto difficile, ma penso che in questo momento l’immagine che potrebbe rappresentarla al meglio possa essere questa fotografia della riviera riccionese all’alba. È come se ci fossimo svegliati con il mondo in pausa e tutti sono pronti e desiderosi di ripartire, proprio come se fosse un nuovo inizio dove dentro di noi qualcosa è cambiato.

 

 

Qual è il messaggio e quale immagine di "Postiamo Riccione" suggerisce per la prossima stagione estiva?

 

Sicuramente una fotografia di Massimo Vitali della riviera degli anni ’90. Penso che il nostro sguardo verso il futuro debba essere il ritorno al passato, dove la mondanità raffinata, l’offerta turistica e la cultura facevano la fortuna della nostra città.

 

 

IG @postiamoriccione FB Postiamo Riccione

 

Credits: © Postiamo Riccione

 

 

 

Albe in controluce - Marina Rei in concerto e Paolo Benvegnù

Una mattina di agosto da ricordare

Riccione, 14 maggio 2020

 

 

Alle 5.30 del 12 agosto eravamo tutti in spiaggia, a salutare il mare e l’alba di un nuovo giorno. Poi è arrivata Marina Rei a scaldare l’atmosfera, insieme a Paolo Benvegnù, mentre il sole sorgeva dal mare e disegnava i contorni della costa adriatica. Le voci dei due artisti hanno iniziato a vibrare nell’aria, poi sono diventate canzoni e poesie scolpite nelle nostre memorie, abbracciando i ricordi che ognuno di noi sentiva riaffiorare, cullate dal rumore del mare.

 

 

 

Era il 12 agosto 2018 e la rassegna dei concerti al sorgere del sole del Comune di Riccione, Albe in controluce, presentava Marina Rei e Paolo Benvegnù nel loro progetto Canzoni contro la disattenzione. 

I concerti all’alba sono stati uno degli appuntamenti più attesi del calendario riccionese. Ogni edizione si è rinnovata con ospiti prestigiosi e con un repertorio variegato e unico di canzoni pensate per la cornice suggestiva della spiaggia, quando si tinge di rosa e inizia a vibrare #sottoilsolediRiccione. Un modo suggestivo per iniziare la giornata, tornare al lavoro e alla propria routine quotidiana.

Albe in controluce - Marina Rei e Paolo Benvegnù, 12 agosto 2018

 

Credits:

video © Marco Piraccini

 

 

 

Natura e paesaggio - Sotto il sole di Riccione

Fermarsi ad ascoltare la bellezza che ci circonda

Riccione, 24 aprile 2020

 

Quando le strade si arrestano e i rumori si attenuano, Riccione inizia a parlare. E si racconta con la voce delle onde sulla spiaggia, la brezza del mare che accarezza le strade silenziose, le aiuole fiorite del suo Viale. Un gabbiano le risponde libero e leggero. Si libra nell’aria curioso, quasi incredulo. Ascoltiamo questa città. Ci ha sempre fatto sognare e ora ci sorprende con la forza e la potenza della natura e del paesaggio, uno spettacolo che forse avevamo dimenticato.

 

 

Respiro Adriatico

Oggi, come allora, una riflessione da custodire nel cuore

Riccione, 17 aprile 2020

 

Ho bisogno dell’acqua salata e del vento foresto, ogni giorno.

Anche qui, sulle sabbie bagnate da un Adriatico bizzarro, limpidissimo o torbidissimo, blu o verde, luminoso o nebbioso, torrido o gelido, sempre differente.

Voltiamo le spalle alla città e guardiamo l'orizzonte. Qualche volta ci tuffiamo, altre volte c’imbarchiamo, ogni giorno prendiamo il largo per godere della libertà che il mare continua a offrire.

Certo amare quest’Adriatico non è facile, richiede esercizio fisico e mentale. Ma, come spesso accade, doppio è il piacere quando la fatica rivela il segreto.

L'Adriatico è un amore difficile.

Per amarlo bisogna apprezzare le sfumature del grigio e del verde, le epifanie del lucore e della bruma. L’Adriatico è un infinito giardino Zen, in cui la sabbia, l'acqua e il cielo sono instancabilmente ordinati dal vento.

Siamo nettuni.

Dobbiamo quotidianamente bagnarci nel mare, almeno le mani, la faccia e lo spirito. Dobbiamo toccarlo, gelido o tiepido che sia. Sentirne i sapori, salmastri e iodati; gli odori, di salsedine e di alghe; i rumori, gorgoglii e sciabordii.

Come ogni marinaio, i venti e le onde li sento, ancor prima di vederli. Li sento con le orecchie e il naso, con le mani e la bocca.

Navigando nelle notti illuni, abbiamo imparato ad ascoltare le onde cantare al mascone, le correnti suonare al giardinetto. Delle maree abbiamo scoperto l'arcana ritmicità, per poter entrare e uscire dal porto, per mettere a segno gli ormeggi.

Onde, correnti e maree hanno voce acquea, che diventa mitica nel rumoroso silenzio della natura. Sono storie antiche, rinnovate ogni giorno dal mare. Un'ancestrale metamorfosi di cui siamo, consciamente o inconsciamente, spettatori e protagonisti.

Camminiamo e pedaliamo sulla riva, nuotiamo e bordeggiamo lungo costa. Pratiche che negli anni sono diventate esercizi spirituali, movimenti interiori. Una ritualità sinestetica, indispensabile al vivere.

Respiro Adriatico. Camminando sulla battigia all’alba e veleggiando nel pelago al tramonto.

Respiro Adriatico. Nei giorni nuvolosi d’autunno e in quelli luminosi d’estate, con le acque limpide dello Scirocco primaverile e con quelle torbide della Tramontana autunnale.

Del mare, come del cielo, amo la mutevole imprevedibilità, cromatica e sonora.

Le rapsodie del blu, le cerimonie del verde, le laudi del grigio.

Le ballate dell'onda viva, i requiem dell'onda morta, le silenziose pièce della bonaccia.

Policromie e polifonie dagli esiti inaspettati, sempre affascinanti.

Respiro Adriatico.

 

Fabio Fiori

 Respiro Adriatico - Festa della Madonna del mare  21 luglio 2018

 

 

 

ps

Aprile 2020

Tornerò, torneremo a Riccione, ad amare e ballare. Tornerò, torneremo in riva all'Adriatico, per respirare e sognare. E magari, almeno una volta, andremo al largo in moscone, con un figlio, una figlia o un amore. Un tuffo, due bracciate, un bacio. Torneremo a Riccione.

 

Il blog Mare gratis

 

Photo credits:

Mauro Santini, da "L'odore del Mare", booktrailer, 2019

Storia...

L'origine del nome (nella pronuncia locale Arciùn) deriva dal greco e risalirebbe alla occupazione bizantina del VI secolo d.C.: "archeion" è il nome di una pianta, la lappa, che cresce ancor oggi spontanea nelle ormai rare zone di spiaggia non occupate dagli stabilimenti e che doveva abbondare sul deserto litorale riccionese.

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Wifi a Riccione

 

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