Sirene, latin lover & altri mostri marini

Quando l’estate adriatica si mise in mostra a Villa Mussolini

Riccione, 3 giugno 2020

Prima o poi d’estate in Romagna si passa. Anche solo per un giorno. Un bambino che costruisce castelli di sabbia, una ragazza straniera che si innamora del fustacchione latino, una coppia felice che festeggia davanti al mare: in Romagna tutto acquista un sapore diverso, le attività profumano di entusiasmo e di vita, la quotidianità incontra la fantasia e per magia il mare e la spiaggia si trasformano in splendide cartoline, le donne diventano sirene, i ragazzi del posto giocano a fare i latin lover.

 

 

L’anima camaleontica della riviera è stata protagonista nel 2018 della mostra “Sirene, latin lover & mostri marini”, a cura di Umberto Giovannini – Opificio della Rosa, in collaborazione con la Biennale del Disegno di Rimini. Tre illustratori, Nick Morley, William Davey (Inghilterra) e Ignacia Ruiz (Cile), hanno plasmato l’universo balneare, reinventando con occhio ludico e disincantato la bella cornice storica di Villa Mussolini. Le pareti sono state trasformate in ambienti marini e sottomarini, attraversate da cortei di sirene e figure antropomorfe, che suggerivano episodi di vita osservati da lontano, a volte custoditi in una dimensione più personale.

 


Il giorno dell’inaugurazione della mostra è stato come girare all’interno di un grande libro pop-up illustrato, pronti a sorprendersi, a perdersi, come Alice nel suo Paese delle Meraviglie. Si percepiva il profumo del mare, la libertà e il divertimento della terra di Romagna e quel tour così speciale, attraversato da quelle visioni adriatiche nazionalpopolari, si è concluso in una grande balera con il live del fantautore rivierasco Maggioli, l’esplosiva musica anni Sessanta di “Camilla & i Bomboloni alla crema” e i mitici e indimenticabili bomboloni fritti, gonfi di crema e con lo zucchero a velo sopra.

 

 

Sirene, latin lover & altri mostri marini, narrazioni e storie illustrate in esposizione a Villa Mussolini, 28 aprile – 19 agosto 2018 

 

 

 

Missing you

Desiderio di tornare a casa

Riccione, 21 maggio 2020

 

 

 

Mi manca. Certi luoghi non ti mancano così finché ti proibiscono di andarci. Nessuno come Tondelli ha saputo raccontare ed amare la riviera romagnola e questa foto è dedicata a lui, a quella realtà che ha vissuto e che mai come in questo momento è lontana. “...Quanto patetico e triste appare il rito del martedì grasso se confrontato anche con una sola, casuale, notte sulla costa adriatica. Il travestimento nelle discoteche, il tirare mattino, il ballare, cantare, correre in auto lungo i viali, rimorchiare, nuotare, mangiare, bere... Non è questo il vero carnevale? Non è questa la vera messa in scena dei furori e dei tic della nostra cultura di massa? Non è qui il nazionalpopolare? Ma i nostri scrittori, democratici e pop, preferiscono altre mete. Si turano il naso: Riccione? Per l’amore di Dio! Rimini? Basta,basta! E non hanno mai messo piede su questa spiaggia. Per esperienza personale, posso affermare che ogni volta in cui mi è capitato di trascinare a Riccione, dopo molte insistenze, qualche amico snob, dovevo faticare parecchio a portarmelo via...” (Un weekend postmoderno. Cronache dagli anni Ottanta di Pier Vittorio Tondelli)

 

Sito web Valentina Bianchi IG @valentina bianchi beforeIG @valentinabefore

 

Credits: Valentina Bianchi

 

 

 

Flash forward to the future

Ricordi e visioni dagli anni 90, pensieri rivolti al futuro

 Riccione, 24 aprile 2020

 

 

Massimo Vitali, Riccione Black Bikini, 1997 @ massimovitali

... Nel 1997 io e Giovanni Romboni facevamo fotografie nelle discoteche. In un fine settimana eravamo stati al Peter Pan e al Cocoricò ed eravamo stravolti dalla fatica: andavamo a dormire ‪alle 7‬ del mattino. ‪Alle 12:30‬ però, con perfetta puntualità, l’albergo in cui alloggiavamo ci butta fuori dalla stanza. L’hotel era proprio sul lungomare, esco e do un’occhiata alla spiaggia. Camminando lungo un piccolo canale, abbagliato dal sole, rimango folgorato da una visione che per me è rimasta la visione chiave di Riccione. Insieme a Giovanni corro subito a prendere la macchina 20×25 e gli chassis con le pellicole e faccio quattro scatti: due affiancati, che poi formeranno un dittico, e due scatti singoli. Da quel momento per me Riccione è diventata un simbolo della spiaggia italiana. E non solo per me, almeno spero. ... (Massimo Vitali per @cittadiriccione 2020)

 

Sito web Massimo VitaliIG @massimovitali

 

 

Fotografia e grafica - Sotto il sole di Riccione

Lo sguardo prosegue verso nuovi orizzonti

Riccione, 20 aprile 2020

 

Un ricordo indelebile nel tempo. Ora ancora più vivo, da quando la lentezza è sopraggiunta. A fermare le nostre corse, a farci guardare con occhi curiosi che vanno più in là e non si fermano a questa fotografia. E raggiunge il cuore, alla ricerca di un messaggio perduto. O forse no, di un messaggio solo dimenticato che voleva riaffiorare e farci rivivere in una dimensione più vera. Quella che non si arresterà mai.

 

Luigi Ghirri, Riccione 1984 © Eredi Luigi Ghirri

 

Le immagini sono enigmi che si risolvono col cuore...

 

Luigi Ghirri ha fotografato una volta soltanto Riccione, uno scatto commissionato dal Touring Club nel 1984 per la realizzazione di due volumi dedicati all’Emilia Romagna. La didascalia recita così: 

«È arrivato l’autunno, il mare inquieto costringe a erigere barriere per proteggere le cabine. In compenso la luce è più dolce, i colori hanno tonalità nuove.» 

La scoperta della vita segreta delle cose e degli oggetti di uso comune, quelli che diamo per scontato, è forse il cuore pulsante, la messa a fuoco, sulle fotografie di Ghirri. C’è sempre un’attesa, una sospensione, nelle sue foto, come nelle fiabe, ci responsabilizza, ci rende interpreti del nostro stesso sguardo. E davvero sembra che non esista viaggio più bello di quello che si intraprende dentro una sua fotografia dove l’immaginazione si confonde con la realtà e la dimensione fiabesca con il ricordo del passato.

 

 

Nuovo Cinema Adriatico

Brevi riflessioni intorno a “Nuovo Cinema Adriatico” di Roberto Pari e Sergio Tani

Riccione, 17 aprile 2020

 

... Credo che le fotografie di “Nuovo Cinema Adriatico” colpiscano subito chi le guarda per il senso di disorientamento che provocano. Una sensazione a cui lo spettatore avvezzo all’arte contemporanea può anche essere abituato, ma che ogni volta continua a emozionarlo, proprio grazie all’accostamento di elementi così distanti tra loro, così inaccostabili. Nel caso delle fotografie dei Paritani, i due elementi che creano il cortocircuito, provocando la scintilla, sono comuni pesci e crostacei portati sul set di alcuni tra i più noti successi internazionali del cinema. ...

 

 

....I pesci e i crostacei sono quelli pescati nel mare Adriatico di Rimini, sono pesci comuni, sono pesci poveri, come si usa chiamarli. Vengono chiamati da chi li tratta, da chi li pesca, da chi li vende, da chi li cucina, con nomi dialettali, nomi datigli anticamente. Sono mazzole, sono grancevole, canocchie, sgombri, zanchetti, sono pesci molto buoni, ma che a toccarli puzzano. Roberto Pari e Sergio Tani sono andati in pescheria ad acquistare i loro personaggi, li hanno maneggiati, si sono sporcati le mani. Intanto avevano ricreato i set di alcuni capolavori della cinematografia mondiale. ...

 

 

... Questo trovo interessante nel lavoro dei due fotografi, l’aver preso una materia povera, una materia che puzza a maneggiarla, e l’averla innalzata al livello di quei grandi film, l’averla messa letteralmente sotto i riflettori. Questa loro operazione può rimandare a migliaia di altri mondi fatti di cose da nulla, di tutte quelle cose che sembrano non contare niente, piccoli oggetti insignificanti, erbe selvatiche, scatole vuote, insetti o larve, che il nostro vivere, attento solo alle necessarie banalità, non ci permette di vedere. Sono dunque da apprezzare quegli artisti che ci permettono di tornare a vedere, che ci ridonano la vista sulle cose. ...

Brevi Riflessioni intorno a Nuovo Cinema Adriatico, Francesco Gabellini

 

Nuovo Cinema Adriatico di Roberto Pari e Sergio Tani, mostra a Villa Mussolini, 10 luglio - 19 agosto 2018

 

 

 

Nuovo Cinema Adriatico di Roberto Pari e Sergio Tani, galleria fotografica della mostra a Villa Mussolini, 10 luglio - 19 agosto 2018

 

 

Storia...

L'origine del nome (nella pronuncia locale Arciùn) deriva dal greco e risalirebbe alla occupazione bizantina del VI secolo d.C.: "archeion" è il nome di una pianta, la lappa, che cresce ancor oggi spontanea nelle ormai rare zone di spiaggia non occupate dagli stabilimenti e che doveva abbondare sul deserto litorale riccionese.

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