26 novembre 2023 - 01 aprile 2024

Martedì - venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. Sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 20. Dal 30 marzo all'1 aprile aperta con orario continuato dalle 10 alle 20. La biglietteria chiude mezz’ora prima.

I biglietti di ingresso con data libera, al costo di 10,00 €

Cultura, Turismo

Viale Milano, 31

Robert Capa. Retrospettiva

Dal 26 novembre al 1° aprile 2024 la mostra dedicata al grande fotoreporter a Villa Mussolini

La stagione espositiva di Villa Mussolini prosegue con la mostra retrospettiva dedicata a Robert Capa, il più grande fotoreporter del XX secolo, fondatore, nel 1947, dell’agenzia Magnum Photos, con Henri Cartier-Bresson, George Rodger, David Seymour e William Vandiver. La rassegna, visitabile dal 26 novembre 2023 fino all’1 aprile 2024, presenta più di 100 immagini in bianco e nero che documentano i maggiori conflitti del Novecento, di cui Capa è stato testimone oculare, dal 1936 al 1954, anno della sua morte in Indocina, calpestando una mina antiuomo. 

 

“Se la tendenza della guerra – osserva Richard Whelan, biografo e studioso di Capa – è quella di disumanizzare, la strategia di Capa fu quella di ri-personalizzare la guerra registrando singoli gesti ed espressioni del viso”. Come scrisse il suo amico John Steinbeck, Capa “sapeva di non poter fotografare la guerra, perché è soprattutto un’emozione”. Ma è riuscito a fotografare quell’emozione conoscendola da vicino, mostrando l’orrore di un intero popolo attraverso un bambino”.

 

Eliminando le barriere tra fotografo e soggetto, le sue opere raccontano la sofferenza, la miseria, il caos e la crudeltà della guerra. Gli scatti, divenuti iconici – basti pensare alla foto forse più famosa del miliziano ucciso nella guerra civile spagnola o alle uniche fotografie (professionali) dello sbarco in Normandia delle truppe americane, il 6 giugno 1944 – ritraggono cinque grandi conflitti mondiali del XX secolo, di cui Capa è stato testimone oculare. I suoi scatti sono tanto più attuali oggi, in relazione con i più recenti e drammatici avvenimenti internazionali. Un’ampia sezione è dedicata alle foto scattate in Italia nel 1943/44, a seguito degli alleati, dallo sbarco in Sicilia fino a Napoli e Cassino. In mostra sono presentate inoltre alcune foto dei suoi viaggi in Cina nel 1938, nella Germania postbellica, in Unione Sovietica, in particolare in Ucraina, e in Israele. 

 

La mostra presenta anche l’altra faccia di Robert Capa, con una sezione dedicata ai suoi amici, nella quale emerge la sua vitalità, la sua capacità di trasmettere e condividere un senso di euforia interiore. Molti suoi amici erano scrittori e cineasti americani come Hemingway e John Huston, ma non mancavano artisti come Picasso e comunque la famiglia allargata dei fotografi Magnum.

 

La rassegna è articolata in 13 sezioni e comprende, in apertura, un omaggio a "Gerda Taro" con cui Robert Capa ebbe una relazione molto intensa. Un cammeo di tre scatti: un ritratto di Gerda, uno di Robert e un loro “doppio ritratto”, un modo per documentare la loro straordinaria vicenda umana. A seguire Copenhagen 1932, Francia 1936-1939, Spagna 1936-1939, Cina 1938, Gran Bretagna e Nord Africa 1941 – 1943, Italia 1943 – 1944, Francia 1944, Germania 1945, Europa orientale 1947, Israele 1948-1950, Indocina 1954, infine una sezione dedicata ai ritratti di amici e artisti come Gary Cooper, Ernest Hemingway, Ingrid Bergman, Pablo Picasso, Henri Matisse, Truman Capote, John Huston, William Faulkner e John Steinbeck.

 

Robert Capa (Budapest, 22 ottobre 1913 -Thai Binh, Indocina, 25 maggio 1954), è lo pseudonimo di Endre Friedmann, inventato nel 1936 insieme alla compagna Gerda Taro. In giovane età abbandona la terra natale a causa del proprio coinvolgimento nelle proteste contro il governo di estrema destra e va a vivere in Germania. L'ambizione originaria di Capa è di diventare uno scrittore, ma lo avvicina al mondo della fotografia l'impiego presso uno studio fotografico a Berlino, dove collabora con l'agenzia fotogiornalistica Dephot sotto l'influenza di Simon Guttmann. 

 

Riceve il suo primo incarico a Copenhagen nel 1932 per la conferenza di Trotskij. Nel 1933 lascia la Germania alla volta della Francia a causa dell'avvento del nazismo (Capa era di origini ebraiche), ma in Francia incontra difficoltà nel trovare lavoro come fotografo freelance. Dal 1936 al 1939 si trova in Spagna, dove documenta gli orrori della guerra civile, insieme alla sua giovane compagna Gerda Taro, a cui è dedicato “La ragazza con la Leica” il romanzo di Helena Janeczek, vincitrice del Premio Strega nel 2018. Un po' per sfida, un po' per opportunità, i due “inventano” il personaggio “Robert Capa”, un fantomatico celebre fotografo americano giunto a Parigi per lavorare in Europa. Grazie a questo curioso espediente la coppia moltiplica le proprie commesse. All'inizio, in effetti, il marchio "Capa-Taro" fu usato indistintamente da entrambi i fotografi (il vero cognome di Gerda era Pohorylle) Successivamente i due divisero la 'ragione sociale' – CAPA - e Endre Friedman adottò definitivamente per sé lo pseudonimo di Robert Capa.  Nel 1937, sul fronte di Brunete in Spagna, Gerda morirà sotto i cingoli di un carro armato a soli 27 anni. 

Capa sarà poi in Cina per la resistenza contro l’invasione giapponese nel 1938. Dopo alcuni mesi a Londra, nel 1943 viene inviato in Nord Africa e poi segue lo sbarco degli alleati in Sicilia. In mostra è esposta un'ampia selezione delle foto scattate nell’isola e poi risalendo fino a Napoli e Cassino. 

Capa seguì poi lo sbarco in Normandia nel famoso D-Day, da lui straordinariamente documentato. La mostra presenta poi la liberazione di Parigi nel 1944, l’invasione della Germania nel 1945, il viaggio in Ucraina e nell’Unione Sovietica nel 1947, la fondazione ufficiale dello stato di Israele nel 1948 e infine il suo ultimo incarico in Indocina nel 1954, anno della sua morte per una mina antiuomo.

 

La rassegna è promossa dal Comune di Riccione ed è organizzata da Civita Mostre Cultura in collaborazione con Magnum Photos e Rjma Progetti Culturali. 

 

È a disposizione di tutti i visitatori, inclusa nel biglietto di ingresso, una audioguida in italiano e in inglese, con cui seguire tutto il percorso espositivo.


 

Orari  

Martedì - venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19

Sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 20

dal 26 dicembre 2023 al 6 gennaio 2024 dalle 10 alle 20

Lunedì non festivi chiuso

La biglietteria chiude mezz’ora prima

Sabato 25 novembre alle 18 Vernissage della mostra

Lunedì 1 aprile finissage della mostra (visita guidata ore 15 e ore 16:30)

 

Aperture durante le Feste:

24 dicembre dalle 10 alle 14

dal 26 dicembre 2023 al 7 gennaio 2024 la mostra è aperta tutti i giorni con orario continuato dalle 10 alle 20

chiuso il 25 dicembre

Dal 30 marzo all'1 aprile aperta con orario continuato dalle 10 alle 20 

 

Biglietti comprensivi di audioguida

Audioguida inclusa nel biglietto di ingresso

Open € 13,00

Intero € 12,00

Ridotto € 10,00 per gruppi di almeno 12 visitatori e titolari di convenzioni appositamente attivate

Ridotto speciale € 5,00 per scuole e giovani fino a 24 anni

 

I biglietti di ingresso con data libera, al costo di 10,00 € e senza diritto di prenotazione possono essere acquistati online cliccando QUI.

 

Gratuito per minori di 6 anni, 2 accompagnatori per classe e accompagnatore di disabili

 

Diritto di prenotazione: € 1,00 a persona

 

Informazioni e prenotazioni

www.civita.art

serviziculturali@civita.art

 

Ufficio stampa

Civita Mostre e Musei

Ombretta Roverselli M. + 39 3495925715 ombretta.roverselli@civita.art

 

Magnum Photos Parigi

Corinne Nguyen Tel. 00330153425028 corinne.nguyen@magnumphotos.com

Storia...

L'origine del nome (nella pronuncia locale Arciùn) deriva dal greco e risalirebbe alla occupazione bizantina del VI secolo d.C.: "archeion" è il nome di una pianta, la lappa, che cresce ancor oggi spontanea nelle ormai rare zone di spiaggia non occupate dagli stabilimenti e che doveva abbondare sul deserto litorale riccionese.

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