26 marzo 2024

Cultura

Viale Lazio, 10

Il rifugio letterario

Il 26 marzo un nuovo appuntamento con Debora Grossi e il gruppo letterario Il rifugio dei libri

Martedì 26 marzo (ore 21:00) riprendono gli appuntamenti dedicati a coloro che condividono la grande passione per la lettura. Il gruppo letterario Il rifugio dei libri, guidato dall’attrice e scrittrice riccionese Debora Grossi, si riunisce in Biblioteca, nell’atteso appuntamento mensile – Il rifugio letterario - che dal 2019 torna ogni anno con nuove e interessanti proposte. Le serate sono aperte a tutti e hanno per protagonisti i libri svelati di volta in volta, per permettere a ogni partecipante di avere il tempo necessario per leggerli e partecipare attivamente all’incontro successivo. Non mancheranno, inoltre, giochi, quiz, cruciverba, gadget e piccoli momenti di rinfresco con dolci e bevande, per rinsaldare il gruppo e avviare a piacevole conclusione ciascun incontro.

I libri scelti per martedì 26 marzo sono Le braci di Sándor Márai, un romanzo che parla di attesa, memoria, amicizia, mistero, vendetta e rancore e Baumgartner di Paul Auster, un’opera che parla di esistenze che si intrecciano, casualità delle circostanze, monadi che si incontrano e si scontrano.

 

Le braci di Sándor Márai

Dopo quarantun anni due uomini, che da giovani sono stati inseparabili, tornano a incontrarsi in un castello ai piedi dei Carpazi. Uno ha passato quei decenni in Estremo Oriente, l’altro non si è mosso dalla sua proprietà. Ma entrambi hanno vissuto in attesa di quel momento. Null’altro contava, per loro. Perché condividono un segreto che possiede una forza singolare. Tutto converge verso un «duello senza spade» – e ben più crudele. Tra loro, nell’ombra, il fantasma di una donna. E il lettore sente la tensione salire, riga dopo riga, fino all’insostenibile.

Link alla pagina Le braci di Sándor Márai

 

 

Baumgartner di Paul Auster

Professore di filosofia, vedovo da dieci anni, Seymour Baumgartner non si è mai rassegnato alla perdita dell’amata moglie Anna, traduttrice e poetessa, e affronta la vita con un senso di straniamento e una certa goffaggine. Nonostante le malinconie e gli acciacchi dell’età, però, Baumgartner è una persona affabile e generosa. Possiede la saggezza di chi ha vissuto e sa quanto sono importanti i rapporti umani, che vanno coltivati con cure continue e una buona dose di ironia e di umorismo. Passando gran parte del tempo a lavorare nel suo studio, Baumgartner intreccia una buffa e disperata trama di relazioni con le persone che si affacciano alla sua porta, finché in un sogno, o visione del dormiveglia, incontra Anna, che gli rivela di essere bloccata in una terra di mezzo tra il mondo dei vivi e l’aldilà: è l’inguaribile nostalgia del marito a impedirle di concludere il suo ultimo viaggio. Per liberare Anna, con logica ineccepibile, Baumgartner decide di far procedere la sua vita e si butta in una relazione sentimentale con una loro vecchia amica. Ma questo è solo l’inizio di una serie di vicende imprevedibili e scatenate come solo Paul Auster, il virtuoso della «musica del caso», poteva immaginare. Perché ricordiamo certi momenti e ne dimentichiamo altri? Cosa resta di noi quando non ci siamo piú? Pieno di tenerezza, lo sguardo di Paul Auster riesce a trovare la bellezza negli episodi fugaci di un’esistenza ordinaria e unica allo stesso tempo. Baumgartner è un capolavoro sul dolore della memoria, l’opera piú luminosa dell’autore di 4321.

Link alla pagina Baumgartner di Paul Auster

 

Il rifugio letterario prosegue con gli incontri culturali fino a dicembre, per un totale di dodici appuntamenti a cadenza mensile e in orario serale, dalle ore 21:00 alle 23:00, a partecipazione libera e gratuita.

 

Per partecipare occorre contattare la Biblioteca via e-mail o telefonicamente:

Biblioteca comunale viale Lazio 10

biblioteca@comune.riccione.rn.it, tel. 0541 600504

 

Pagina Facebook Il rifugio letterario

 

Pagina Facebook Biblioteca Comunale

 

A cura: Biblioteca comunale, Debora Grossi, gruppo letterario Il rifugio dei libri.

Storia...

L'origine del nome (nella pronuncia locale Arciùn) deriva dal greco e risalirebbe alla occupazione bizantina del VI secolo d.C.: "archeion" è il nome di una pianta, la lappa, che cresce ancor oggi spontanea nelle ormai rare zone di spiaggia non occupate dagli stabilimenti e che doveva abbondare sul deserto litorale riccionese.

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