05 agosto 2016

Ore 21

Ingresso libero

Cultura

Galleria del Palazzo dei Congressi

Presentazione del libro "L’ultimo rigore di Faruk. Una storia di calcio e di guerra" (Sellerio Editore)

Calcio, secessioni e guerre balcaniche nel racconto del giornalista Gigi Riva

 

... Un calcio di rigore può segnare il destino di un popolo, addirittura essere una delle concause di una guerra? Naturalmente è folle immaginarlo. Eppure c'è un calcio di rigore che nei Balcani è assurto a simbolo dell'implosione imminente della Jugoslavia e dei conflitti degli Anni Novanta. Firenze, 30 giugno 1990: Jugoslavia e Argentina si giocano i quarti di finale del Mondiale di calcio. La partita finisce in parità, si passa ai rigori e Faruk Hadzibgic sbaglia clamorosamente. Quell’errore segnò l'eliminazione di una squadra dotata di enorme talento ma dilaniata dai rinascenti odi etnici. Leggenda popolare vuole che una eventuale vittoria nella competizione avrebbe contribuito al ritorno di un nazionalismo jugoslavista e scongiurato il crollo. ...

 

Attraverso la vita del protagonista e dei suoi compagni (molti dei quali diventati poi famosi in Italia, da Boban a Mihajlovic, da Savicevic a Boksic, da Jozic a Katanec), Gigi Riva, che ha incontrato l’autore del mancato rigore sin dal 94, ripercorre il travaglio di quella rappresentativa nazionale e del suo allenatore Ivica Osim, e la usa come metafora della dissoluzione della Jugoslavia. 

 

Gigi Riva è caporedattore centrale del settimanale «l’Espresso». Da inviato speciale de «Il Giorno» ha seguito tutte le guerre balcaniche degli anni Novanta.

 

Informazioni: Giuseppe Dario Onorato cell. 338 8857767, Ufficio Informazioni Turistiche tel. 0541 426050

 

A cura: Associazione Onlus Medico Chirurgica F. Gnazzi, Comune di Riccione

Storia...

L'origine del nome (nella pronuncia locale Arciùn) deriva dal greco e risalirebbe alla occupazione bizantina del VI secolo d.C.: "archeion" è il nome di una pianta, la lappa, che cresce ancor oggi spontanea nelle ormai rare zone di spiaggia non occupate dagli stabilimenti e che doveva abbondare sul deserto litorale riccionese.

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