02 aprile 2017

Ore 21

Ingresso 15 Euro

Cultura

Spazio Tondelli, via Don Minzoni 1

La Bella Stagione 2016/2017. Fausto Paravidino, Iris Fusetti in I vicini

Una pièce su noi stessi, sugli altri, su noi stessi e gli altri, sui vicini lontani, sulla guerra, su quello che è reale, su quello che è immaginato, su quello che è reale perché è immaginato. 

Dopo Goldoni, D’Annunzio, Pirandello, De Filippo, Pasolini, Dario Fo e Spiro Scimone, Fausto Paravidino è stato l’ottavo autore italiano rappresentato alla Comédie Française. Il suo recente spettacolo, I vicini, prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano, nasce da un testo commissionato dal Théâtre National de Bretagne e viene ora messo in scena a Riccione, città a cui Paravidino è legato in modo speciale. È qui infatti che si è rivelato come autore vincendo nel 1999, a soli ventitré anni, il Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli”. Autore simbolo della nuova drammaturgia italiana, rappresentato in tutta Europa, dal 2015 è anche presidente di giuria dello storico Premio Riccione per il Teatro.

I vicini è una pièce sulle nostre paure. Sulle nostre paure immaginarie, sulle nostre paure reali. Sulle nostre paure reali che sono le nostre paure immaginarie. È una pièce su noi stessi, sugli altri, su noi stessi e gli altri, sui vicini lontani, sulla guerra, su quello che è reale, su quello che è immaginato, su quello che è reale perché è immaginato. Un po’ come certi fantasmi, un po’ come certo teatro.

Lui sente dei rumori provenire dal pianerottolo. Cercando di non farsi sentire va a guardare dallo spioncino. I rumori cessano. Ritorna al suo posto. Quando Greta torna a casa glielo dice: mentre lei non c’era lui ha visto i vicini. Com’erano? Lui non sa dire, vedere non è capire, però ne ha paura. Perché? E chi lo sa, se sapessimo esattamente di cosa abbiamo paura, probabilmente paura non ne avremmo. Lui ha paura dei vicini. Perché? Non lo sa. E Greta? Greta no. Greta non ha nessuna paura dei vicini. Anzi, non vede l’ora di farne la conoscenza, lei ha paura della vecchia. Che vecchia? La vecchia che vede di notte. La vicina. La vicina che c’era prima che arrivassero i nuovi vicini. La vicina che c’era prima di morire. È un sogno? No. È un fantasma? Se non è viva e non è un sogno si suppone che sia un fantasma, lui, come la maggior parte delle persone che non li vedono non crede ai fantasmi, Greta, come la maggior parte delle persone che li vedono, sì, un po’ ci crede. I vicini non sembrano affatto pericolosi. Una sera si incontrano persino, tutti e quattro. Quella sera succedono cose strane, però non spiacevoli, bene. Solo che la notte la vecchia ricompare. Lei ha sempre più paura, lui ne ha sempre meno, ormai lui va d’accordo con i vicini, si vedono di nuovo. I vicini sono molto cambiati. In peggio. Perché?

 

Di Fausto Paravidino, con Iris Fusetti, Davide Lorino, Barbara Moselli, Fausto Paravidino, Sara Putignano. Scene di Laura Benzi, costumi di Sandra Cardini, disegno luci di Lorenzo Carlucci, regia di Fausto Paravidino.

 

Informazioni e prenotazioni: tel. 320 0168171 (lunedì-venerdì, ore 10-13) - E mail

 

Sito web La Bella Stagione

 

Sito web Riccione per la Cultura

 

A cura:  Riccione Teatro, Istituzione Riccione per la Cultura e ATER - Associazione Teatrale Emilia Romagna

 

Scarica il manifesto di I vicini

 

Scarica il manifesto della Bella Stagione

 

Scarica il flyer della Bella Stagione

 

Comunicato stampa della presentazione del cartellone teatrale 2016/2017

Storia...

L'origine del nome (nella pronuncia locale Arciùn) deriva dal greco e risalirebbe alla occupazione bizantina del VI secolo d.C.: "archeion" è il nome di una pianta, la lappa, che cresce ancor oggi spontanea nelle ormai rare zone di spiaggia non occupate dagli stabilimenti e che doveva abbondare sul deserto litorale riccionese.

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