16 dicembre 2016

Ore 21

Ingresso 15 Euro

Cultura

Spazio Tondelli, via Minzoni 1

La Bella Stagione 2016/2017. Ascanio Celestini in Laika

 

Vero maestro del teatro di narrazione, Celestini interpreta le incertezze del cristianesimo moderno, simili in fondo a quelle del cristianesimo delle origini.

 

Un Gesù improbabile, che dice di essere stato mandato molte volte nel mondo, si confronta con i propri dubbi e le proprie paure. Vive chiuso in un appartamento di periferia. Dalla sua finestra si vede il parcheggio di un supermercato e un barbone che di giorno chiede l’elemosina e di notte dorme tra i cartoni. Con Cristo c’è Pietro, che passa gran parte del tempo fuori di casa a operare concretamente nel mondo: fa la spesa, compra pezzi di ricambio per riparare lo scaldabagno, si arrangia a fare piccoli lavori saltuari per guadagnare qualcosa. Questa volta Cristo non si è incarnato per redimere l’umanità, ma solo per osservarla. Soprattutto vuole avere notizie del barbone che vede dalla finestra, non per salvarlo dalla povertà, ma per fargliela vivere allegramente.

 

Celestini interpreta le incertezze del cristianesimo moderno, incertezze che vivono in maniera assolutamente grottesca nel suo personaggio, un povero Cristo che può agire nel mondo solo come essere umano tra gli esseri umani. Un essere fatto di carne, sangue e parole. Uno che sente la responsabilità, ma anche il peso di essere “solo sul cuor della terra”.

 

Laika di e con Ascanio Celestini, con Gianluca Casadei alla fisarmonica e voce fuori campo di Alba Rohrwacher. Regia di Ascanio Celestini.

 

Una produzione Fabbrica. In coproduzione con RomaEuropa Festival 2015 e Teatro Stabile dell’Umbria.

 

Informazioni e prenotazioni: tel. 320 0168171 (lunedì-venerdì, ore 10-13) - E mail

 

Sito web La Bella Stagione

 

Sito web Riccione per la Cultura

 

A cura:  Riccione Teatro, Istituzione Riccione per la Cultura e ATER - Associazione Teatrale Emilia Romagna

 

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Comunicato stampa della presentazione del cartellone teatrale 2016/2017

 

Storia...

L'origine del nome (nella pronuncia locale Arciùn) deriva dal greco e risalirebbe alla occupazione bizantina del VI secolo d.C.: "archeion" è il nome di una pianta, la lappa, che cresce ancor oggi spontanea nelle ormai rare zone di spiaggia non occupate dagli stabilimenti e che doveva abbondare sul deserto litorale riccionese.

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