13 novembre 2016 - 04 dicembre 2016

Ore 16.30

Ingresso libero

Cultura

Spazio Tondelli via Don Minzoni 1, Grand Hotel Des Bains via Gramsci 56

Il Classico nel Contemporaneo. Le metamorfosi del Mito

Conversazioni d’arte, II edizione

 

Il nuovo ciclo organizzato dalla Galleria d'arte Villa Franceschi ha come elemento costante la riemersione di soggetti e personaggi della mitologia che, dall’antichità ad oggi, popolano l’immaginario figurativo dell’arte occidentale.

 

Ancora oggi l’arte si occupa di figure evocatrici quali Amore e Psiche o Narciso, che si collocano tra storia e poesia, leggenda e mito, ma che rimandano anche a un intreccio sotterraneo e fecondo che appartiene ad ogni vissuto personale.

 

Queste immagini, che ritornano, ieri come oggi, sotto forma di personaggi simbolici (gli Innamorati Contrastati, Narciso innamorato di se, la Principessa Addormentata), sono catturate dai poeti e dagli artisti che ne fanno materia della loro produzione.

 

PROGRAMMA

 

Domenica 13 novembre, Spazio Tondelli

Amore e Psiche. L’arte e il mito, da Raffaello a Duchamp

Intervento di MIRIAM MIROLLA (storica e critica d’arte, docente di Teoria della Percezione e Psicologia delle Forme presso l’Accademia di Belle Arti di Roma)

 

Nel primo appuntamento del ciclo si parlerà di questo antichissimo mito, narrato da Apuleio nelle Metamorfosi, dimostrando l’estrema attualità del tema che, dal ‘400 in poi, è stata rappresentato ed amato da artisti italiani ed europei, ispirando straordinari capolavori.

 

"Sembrava quasi che alcuni episodi fossero oggetto di attrazione fatale per gli artisti: l'illuminazione, il tentato suicidio di Psiche, il pentimento di Amore, episodi che avevano la forza di una scena primaria, frammenti di un complicato discorso amoroso... Rimettendo in ordine questo puzzle plurimillenario di insuperabile bellezza, scopriremo che Amore e Psiche sono ancora vivi, e si muovono proprio accanto a noi... "(M. Mirolla)

 

 

Domenica 20 novembre, Grand Hotel Des Bains

Narciso ricomposto. Lo specchio e la rappresentazione da Van Eyck a Francis Bacon

Intervento di MARCO TONELLI (critico e storico d’arte, docente di Storia dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Frosinone)

 

Il critico e storico d’arte racconterà di come "da i Coniugi Arnolfini di Van Eyck ai dipinti di Francis Bacon l'autoritratto è stato sinonimo di fedeltà assoluta al reale, ma anche di messa in crisi della rappresentazione e dell'identità dell'artista in epoca moderna". 

Attraverso celebri opere di Van Eyck, Velazquez, Parmigianino, Rembrandt, Manet, Duchamp, Giacometti, Bacon, si vedrà come sia cambiato il rapporto tra l'autore e l'opera, tra la soggettività e il mondo esterno, tra interiorità e visione.

 

 

Domenica 27 novembre, Spazio Tondelli

Venere, Arianna, la Bella Addormentata e le altre: dal mito a Walt Disney

Intervento di MONICA CENTANNI (filologo classico, docente di Fonti greche e latine e Iconologia e tradizione classica all’Università IUAV di Venezia e Visiting Professor presso l’Università di Catania)

 

La dimostrazione di come come ancora oggi "I miti antichi sono carichi di una energia vitale che, di epoca in epoca, si riattiva rivelando nuove forme e innescando nuovi significati. Venere – la sola divinità che riesce a disarmare l'impeto distruttivo di Marte – e Arianna abbandonata e poi salvata da Dioniso. Le storie del mito riemergono, dopo secoli di oblio, alla fine del XV secolo, e danno vita a una serie di nuove immagini. Nell’arte Arianna riappare nella seducente figura della "Venere dormiente" come inizio di una serie iconografica che arriva fino alla Bella Addormentata, in attesa del risveglio salvifico del suo principe azzurro."

 

 

Domenica 4 dicembre, Grand Hotel Des Bains

Presenza del classico nell’arte contemporanea

Intervento di RENATO BARILLI (famoso critico d’arte e critico letterario, ora professore emerito al corso DAMS dell’Università di Bologna in cui ha insegnato Fenomenologia degli stili) incentrato su un’analisi complessiva della presenza del classico nell’arte contemporanea

 

Dalle parole del Prof. Barilli: "Il ritorno al classico è un motivo ricorrente in tutto l’arco della contemporaneità, anche presa nell’accezione larga propria dei manuali, cioè dalla fine del Settecento ad oggi. Si può dire che questo "ritorno" avviene quando in precedenza ci si sia spinti troppo avanti in effetti dispersivi, diffusi nello spazio. La cosa risponde anche all’alternanza pendolare delle categorie del chiuso e dell’aperto quali notoriamente teorizzate dal Wölfflin. Per esempio, a un blocco centrale del Settecento ancora intento a sbizzarrirsi in forme di tardo barocco o barocchetto, basti pensare al nostro Tiepolo, ci fu la reazione del Neoclassicismo di David e Canova, cioè un ritorno a soluzioni rigide, e anche appiattite, di "flatness" come ancor più testimoniato da Fuessli e Blake, in accordo con una prima intuizione dell’elettromagnetismo, con l’enorme velocità di propagazione delle sue onde fino a cancellare le distanze. Quel clima si estese anche a coprire i fenomeni del Purismo e del Preraffaellitismo. Ma poi riparte un’arte di conquista dell’ambiente e dell’atmosferismo, che culmina con gli Impressionisti, e l’abolizione di ogni richiamo museale. Se veniamo al Novecento, a lungo vi regna l'"aperto", si pensi all’Informale, ma a anche all’avvento delle poetiche concepite attorno al ’68, come la Land Art, l’invasione dello spazio, anche nel nome del "villaggio globale". Contro questo eccesso di apertura, scatta un nuovo "chiuso" attraverso quella situazione tripartita che presso di noi si è manifestata con Nuovi-nuovi, Transavanguardia, Anacronismo, e così via, a onde alterne. Ma a tutto ha presieduto una sorta di Giano bifronte, costituito per un verso  da un Duchamp che ha predicato fino all’eccesso la fine dell’arte e del suo carattere auratico, e  per un altro dal nostro De Chirico, che invece ci ha invitato a fare un buon uso di tutti i riferimenti al museo, seppure rivivendoli come in un sogno o in un incubo."

 

Informazioni: Galleria d’arte Villa Franceschi, tel 0541 693534

 

E mail

 

Sito web Musei comunali

 

Sito web Riccione per la Cultura

 

A cura: Galleria d’arte Villa Franceschi, Istituzione Riccione per la Cultura

 

Storia...

L'origine del nome (nella pronuncia locale Arciùn) deriva dal greco e risalirebbe alla occupazione bizantina del VI secolo d.C.: "archeion" è il nome di una pianta, la lappa, che cresce ancor oggi spontanea nelle ormai rare zone di spiaggia non occupate dagli stabilimenti e che doveva abbondare sul deserto litorale riccionese.

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