08 gennaio 2018 - 30 gennaio 2018

Lunedì ore 21 e martedì ore 20.30

Ingresso unico 5 Euro, abbonamento ai quattro film 16 euro

Cultura

Cinepalace via Virgilio

Riccione Cinema d'Autore stagione 2018 - Gennaio

Dopo un anno ricco di proposte e ospiti nelle tante serate che hanno appassionato la comunità cinefila, La rassegna Cinema d'Autore  si accinge a iniziare il 2018 con nuove e interessanti proposte.

L’anno cinematografico 2018 della rassegna Cinema d'Autore inaugura il 6 gennaio con la pellicola Il ragazzo invisibile - Seconda generazione, il film di Gabriele Salvatores, un primo e prestigioso appuntamento che vede la partecipazione in sala del regista Premio Oscar e del protagonista Ludovico Girardello.

 

A partire da lunedì 8 gennaio, la rassegna propone quattro titoli selezionati, a partire dal film candidato dal Libano per il Premio Oscar, L'insulto, presentato con una grande ovazione al Festival di Venezia. A seguire l’ironia e la maestria della commedia francese che si riconferma in 50 primavere, deliziosa storia al femminile. E’ poi la volta del dissacrante Morto Stalin se ne fa un altro, capace con humour tipicamente british e un cast eccezionale di suscitare fragorose risate sulla fine del dittatore sovietico. L’ultimo film proposto è anche l’ultima produzione dell’ottantenne vivace regista Woody Allen, La ruota delle meraviglie, che vede trionfare l’interpretazione della superba Kate Winslet.

 

PROGRAMMA

 

8 e 9 gennaio, L'INSULTO

Film rivelazione del Festival di Venezia (Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile) L’insulto del regista Ziad Doueiri, assistente per diversi film di Quentin Tarantino, arrestato a Beirut pochi giorni dopo il ritiro del premio con l’accusa di “collaborazionismo con il nemico israeliano”, e poi rilasciato, riesce a far capire quanti veleni si possano depositare a oltre quarant’anni di distanza da una guerra civile atroce e spietata. Nella vita quotidiana e ordinaria, non nell’arena dei grandi scontri politici, nei risvolti invisibili di tutti i giorni, negli scambi che formano il tessuto delle vicende umane: è un banale incidente, causato dalla riparazione di una semplice grondaia, tra un capocantiere palestinese e un meccanico che si abbevera alla radio della destra cristiana seguace di Gemayel a provocare una valanga senza limiti. Prima un battibecco, un insulto, uno schiaffo, poi una controversia minore che finisce in una piccola aula di tribunale, poi una causa che richiama l’attenzione dell’opinione pubblica in un processo che diventa un caso nazionale. E le fazioni che si raggruppano e tornano a odiarsi, disseppellendo un rancore mai estinto, e le piazze in tumulto, spaccate tra il sostegno alla parte cristiano-libanese e quello alla parte palestinese.

 

 

15 e 16 gennaio, 50 PRIMAVERE

Un’opera ben diretta con un ottimo cast corale dominato da una grande donna estremamente ironica,un film sulla sorellanza tra donne di tutte le età, che affronta con toni leggeri da commedia romantica l’universo femminile a 360°gradi, raccontandone il vissuto in una narrazione brillante e piena di brio. Aurore è una cinquantenne divorziata che fa i conti con la solitudine, due figlie adolescenti alla ricerca della loro strada, le vampate di calore della menopausa, la sottile paura che la parte più interessante della vita sia già trascorsa. In 50 primavere si sottolinea come essere donne non è mai facile, a qualunque età: anche le figlie di Aurore hanno i loro problemi, le loro incertezze, e la paura di non farcela è sempre dietro l’angolo. Ci sono tutti i meccanismi tipici del cinema francese nella sua versione più leggera e questo rende l’opera corale della Lenoir estremamente accattivante ed empatica.

 

 

22 e 23 gennaio, MORTO STALIN SE NE FA UN ALTRO

I regimi totalitari, per la loro forte natura ideologica, possono cadere nella satira con facilità. Basta rendere il terrore grottesco e mettere poi gli eventi in parodia come ha fatto questo film, adattamento cinematografico di una graphic novel, in concorso al Torino Film Festival con un cast straordinario (menzione speciale per il solito, irresistibile Steve Buscemi nei panni di Kruscev). E’ il racconto, con ritmo satira e umorismo, degli ultimi concitati giorni di vita del dittatore sovietico e di quelli successivi alla sua morte. A Mosca, nel 1953, Stalin viene trovato morto nel suo studio, colpito da un infarto e lo stato maggiore dei più stretti collaboratori del dittatore, si ritrova sorpreso e paralizzato al cospetto della dipartita del  leader. Morto Stalin, se ne fa un altro è un divertissement dissacrante e corrosivo che fa del dietro le quinte della Storia, e dei suoi ingessati, ridicoli cerimoniali e opportunismi, un campo di battaglia di cui ridere a crepapelle, ma con un evidente sottotesto cinico. Dietro la solarità della gag, i personaggi e le loro stupidaggini sono dei fantocci in balia di presagi ridicoli e indizi risibili, succubi e paradossali. Eppure, nella loro infantile brama di potere, probabilmente più veri del vero. Il tutto è affrontato ovviamente con una notevole dose di leggerezza, come lo humour british impone, ma la scomposta e indignata reazione che il film ha suscitato nella Russia di Putin lascia intendere benissimo quanto esso sia stato capace di graffiare.

 

 

29 e 30 gennaio, LA RUOTA DELLE MERAVIGLIE

Quattro personaggi frustrati e infelici, lontanissimi dal solito mondo di Woody Allen, senza connotazioni ebraiche o aspirazioni intellettuali (stavolta l’ambiente è decisamente popolare), dove la tensione nasce dallo scontro tra la grama e frustrante quotidianità e l’inarrivabile sogno che tutti credono di poter realizzare: un futuro di successo, un nuovo amore, una ritrovata paternità e un rifugio sicuro. Tutte aspirazioni che poi il caso si incaricherà di distruggere. Sono comunque presenti alcuni dei temi centrali dei film  di Woody Allen: il girotondo casuale della vita dove non esiste più una morale certa, il fascino del cinema capace, forse, di restituire un po’ di vitalità, la fragilità (e l’inganno) dei sentimenti, come ad esorcizzare il senso ineluttabile della fine ricordandoci che nonostante le risate del passato il destino di tutti è quello di fare i conti con i propri fallimenti e i propri disincanti. E sforzarsi di conviverci.

Proprio come il parco di divertimenti che fa da sfondo al film, il destino sembra continuamente illudere questi protagonisti, mostrandogli speranze ed illusioni. Ma al termine di ogni giro di giostra tutti devono fare i conti con le proprie scelte e le inevitabili conseguenze. L’aspetto emozionale e drammatico del film è quasi tutto di Kate Winslet che il grande fotografo Storaro riesce a valorizzare al meglio.

 

Il biglietto di ingresso alle proiezioni è di 5 euro. Abbonamento ai quattro film 16 euro.

 

Ogni lunedì, buffet aperitivo offerto da Bio's Kitchen - Terra & Sole.

 

Informazioni: Cinepalace tel. 0541 605176, IAT tel. 0541 426050,  Ufficio Cultura tel. 0541 608369

 

Sito web Giometti Cinema


 

A cura: Giometti Cinema, Cinepalace Riccione, Assessorato alla Cultura del Comune di Riccione

 

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Storia...

L'origine del nome (nella pronuncia locale Arciùn) deriva dal greco e risalirebbe alla occupazione bizantina del VI secolo d.C.: "archeion" è il nome di una pianta, la lappa, che cresce ancor oggi spontanea nelle ormai rare zone di spiaggia non occupate dagli stabilimenti e che doveva abbondare sul deserto litorale riccionese.

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