In città

Viale Ceccarini

In origine era uno stretto e polveroso viottolo di collegamento fra il Paese e la marina.

 

Ma la sua storia fin d'allora sarà collegata allo sviluppo storico-economico di Riccione. Fino al 1912, anno in cui prese il nome Ceccarini in memoria della benefattrice Maria Boorman, il viale era chiamato "Viola". A fine '800 in seguito all'urbanizzazione della zona sud, sorsero lungo il viale i primi villini, poi i primi esercizi commerciali, i ristoranti e gli alberghi. Nel 1901 fu inaugurato il primo albergo, l'Hotel Amati. Nel 1926 inaugurò lo storico Teatro Dante, all'incrocio con viale Dante, luogo simbolo del divertimento in città fino agli anni '50 quando venne demolito. L'anno dopo entrò in funzione la linea tramviaria da Rimini. Aprirono poi ristoranti, negozi, caffè e locali per il divertimento. Nel 1939, a monte della ferrovia, aprì il Teatro degli Ottomila, una grande arena per gli spettacoli lirici. Negli anni '50 viale Ceccarini si affermò nell'immaginario collettivo come viale alla moda.

Lungo il viale, all'altezza del civico 107, si trova la Statua di Maria Boorman Ceccarini inaugurata nel 2012, a cent'anni dall'intitolazione del viale Ceccarini alla benefattrice di Riccione. La statua bronzea è opera dello scultore cesenate Leonardo Lucchi per iniziativa dell'Associazione Famija Arciunesa.

Percorrendo il viale verso monte si giunge all'Ospedale Ceccarini la cui facciata chiude il viale. L'ospedale fu costruito nel 1892 per volere di Maria Boorman Ceccarini all'interno di una serie di iniziative socio-assistenziali promosse dalla benefattrice a favore della popolazione riccionese.

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Storia...

L'origine del nome (nella pronuncia locale Arciùn) deriva dal greco e risalirebbe alla occupazione bizantina del VI secolo d.C.: "archeion" è il nome di una pianta, la lappa, che cresce ancor oggi spontanea nelle ormai rare zone di spiaggia non occupate dagli stabilimenti e che doveva abbondare sul deserto litorale riccionese.

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