Fuori città

La Valconca

È il fiume Conca, anticamente conosciuto come Crustumium, a dare il nome alla Valle omonima.

 

Un territorio capace di offrire ai visitatori una miscela irripetibile dal punto di vista storico e naturale, grazie a colline, campagne, vigneti e uliveti, rocche e borghi fortificati dal ricco passato. Il fiume, che nasce dal monte Carpegna ad oltre 1200 m., con il suo corso ha segnato il territorio, attraversando colline prima di allargarsi in una vasta piana che defluisce fino a Cattolica e Misano, dove incontra il mare. La valle conserva ambienti intatti di grande valore naturalistico, come le grotte carsiche di Onferno, nel comune di Gemmano, la Riserva naturale che lo circonda, o come il bosco di Albereto che ha anche uno splendido borgo fortificato nel comune di Montescudo.

Posta ai confini coi territori che appartenevano al Ducato di Urbino, tutta la valle è disseminata di castelli eretti dai Malatesta, una delle famiglie più importanti e potenti del XV secolo, a difesa dei propri possedimenti riminesi. Fra tutti primeggia la rocca di Montefiore Conca, un imponente complesso militare e residenziale che ha ospitato principi, imperatori e papi. Mostre, rassegne e spettacoli vi si tengono durante tutto l’anno, ma è lo stesso antico borgo di impianto medievale ad affascinare. Il panorama sulla costa che si gode dalla rocca è davvero spettacolare. 

Considerata inespugnabile dagli stessi nemici è la rocca di Mondaino, altro caratteristico centro della vallata che oggi ospita un Museo Paleontologico ricco di fossili. Il paese conserva un’interessante piazza a pianta semicircolare, teatro principale delle sfide del tradizionale Palio del Daino di metà agosto. A poca distanza, Saludecio, che dal XVI al XIX secolo, è stata la capitale della vallata: qui potenti famiglie costruirono palazzi di pregio, intellettuali locali conquistarono fama, venne costruita una chiesa che ancora oggi è considerata una piccola cattedrale. Il centro storico, con i suoi caratteristici murales, ospita in primavera e in estate rassegne e festival di grande richiamo.

Le vestigia del passato della Valconca sono state opportunamente sostenute, nel corso del tempo, anche grazie ad importanti interventi conservativi. Ne è un esempio il borgo di Montegridolfo, che grazie ad un accurato restauro ha mantenuta integra la sua struttura medievale, con lo scopo di far rivivere il paese in una prospettiva di ospitalità, turismo e cultura. Un itinerario lungo questa valle porterà ad incontrare altri Comuni. San Giovanni in Marignano, chiamato il granaio dei Malatesta, con il suo caratteristico centro storico ricco di fosse da grano, circa 200, testimonianza della storia economica della città, già insediamento romano poi possedimento benedettino. Sul suo territorio si trovano sia il Riviera Golf Resort, un elegante impianto sportivo perfettamente integrato nella natura, sia il centro ippico Riviera Horses.

Morciano di Romagna, la capitale commerciale.

San Clemente, ricco di vigneti e di buon vino.

Montecolombo, con testimonianze malatestiane e splendide colline circostanti.

Coriano, al centro della Valle del Marano, un’isola di verde sorprendente.

 

Testi tratti da "Malatesta & Montefeltro: in viaggio nelle colline riminesi".

 

Ulteriori informazioni e approfondimenti sono consultabili sul sito di Riviera di Rimini

 

Nel territorio della Valconca, a poca distanza dall'antico borgo di Onferno, la Riserva Naturale Orientata di Onferno offre al turista curioso un percorso alternativo a quello storico culturale, con un ambiente naturale unico, la cui tutela è stata riconosciuta come fondamentale per la conservazione della biodiversità del luogo. All'interno della Riserva le Grotte di Onferno, formatesi con lo scorrere millenario di acquee sotterranee su terreno di gesso selenico, abitate da diverse specie di chirotteri (pipistrelli).

 

Riserva Naturale Orientata di Onferno

Via Provinciale Onferno, 50/52 - Tel. 0541 984694, 335 7020834 

Sito web

Storia...

L'origine del nome (nella pronuncia locale Arciùn) deriva dal greco e risalirebbe alla occupazione bizantina del VI secolo d.C.: "archeion" è il nome di una pianta, la lappa, che cresce ancor oggi spontanea nelle ormai rare zone di spiaggia non occupate dagli stabilimenti e che doveva abbondare sul deserto litorale riccionese.

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