Seguono gli anni del fascismo, che Riccione ha vissuto in modo particolare, a causa dei soggiorni del Duce e della sua famiglia. Il fatto che Mussolini abbia scelto Riccione come meta delle sue vacanze, attira le più importanti famiglie italiane, spinte sia dall'emulazione che dalla concreta possibilità di avere un contatto con il Duce, per poterne ricavare qualche beneficio.
Le condizioni economico-sociali in cui versa la popolazione sono discrete, anche negli anni della depressione che colpisce l'intera nazione; persino contadini ed operai possono infatti usufruire dei benefici dell'industria turistica, arrotondando il loro salario con un secondo lavoro o affittando camere ai turisti.
Questa condizione privilegiata è durata fino al 1942, quando la seconda guerra mondiale ha portato i primi bombardamenti, e Riccione e Rimini furono prescelte come luoghi di sfollamento.
La popolazione non ha smentito la tradizione di ospitalità, anche quando la situazione si è fatta difficile da sostenere.