Théâtre du Radeau: Ricercare
Retrospettiva video fotografica
Edouard Levé è uno dei massimi rappresentanti europei della cosiddetta staged photography, quella fotografia che fissa in immagini interamente create in studio – veri e propri set teatrali – azioni e situazioni appositamente interpretate da performer diretti dall’artista, regista delle proprie visioni.
Ancora poco conosciuto in Italia, Levé è stato indicato dalla rivista francese “Les Inrockuptibles” come uno dei “quaranta talenti emergenti su cui puntare per l’avvenire”. A soli sette mesi dal suicidio dell’artista, questo omaggio a Levé presenta una selezione da una delle sue ultime serie, Fictions (2006).
Quella di procedere per serie tematiche – dedicate alla politica, allo sport, alla sessualità, all’inconscio – è una delle caratteristiche dell’opera di questo esegeta di simulacri svuotati di pathos, artefice di un processo di sottrazione che mette a nudo le patologie di un presente segnato da una violenta espropriazione dell’esperienza.
In questo orizzonte, Fictions è forse la serie più radicale mai realizzata da Levé. Vestiti di nero su sfondo nero, i performer compongono rebus onirici nei quali domina l’evocazione di elegie infantili e presagi di morte, disillusioni politiche e dissimmetrie private.
Sono immagini in cui risuonano echi delle performance di non pochi giovani artisti europei, consonanze che mettono in risalto la teatralità del lavoro del fotografo francese sotto il segno di un’indagine condivisa della realtà contemporanea.
La mostra si apre con uno sguardo rivolto all’infanzia tracciando un arco che passa dall’incanto al disincanto, per chiudersi sulla fissità di una figura senza volto priva di vita.